Una segnalazione arriva sul canale whistleblowing dell’azienda.
 
Può riguardare un dipendente, un appaltatore, un responsabile di sito, una violazione delle procedure interne o un problema di sicurezza.
 
Da quel momento nasce la domanda più importante: che cosa deve fare l’azienda?
 
Il primo errore è trattare la segnalazione come se fosse già una prova. Non lo è. Va verificata, ma con metodo.
 
Prima di iniziare un accertamento bisogna definire cosa verificare, chi può farlo, quali informazioni raccogliere e come gestirle. Agire troppo presto può compromettere la prova; non agire può lasciare che il problema continui.
 
Nella logistica il quadro è ancora più delicato, perché una segnalazione può coinvolgere contemporaneamente committente, appaltatore, subappaltatore e lavoratori di soggetti diversi.
 
Per questo non basta capire cosa è successo. Bisogna anche capire chi può verificare cosa e con quali limiti.
 
Se emergono elementi concreti, l’eventuale approfondimento deve essere costruito in modo coerente con diritto del lavoro, privacy, procedure interne e Modello 231.
 
Il vero test di un sistema whistleblowing, quindi, non è avere un canale attivo.
 
È sapere cosa fare dal minuto successivo alla segnalazione.
 
La tua procedura stabilisce soltanto come ricevere una segnalazione o anche come gestirla fino alla decisione finale?
 
Contattaci per verificare procedure, ruoli e modalità di gestione degli accertamenti interni.